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Domani all’alba si parte per Messolonghi con Minoan( per fortuna che in bassa stagione è veramente a buon mercato). Devo recuparare da Patchouli tutti gli effetti personali perchè sembra che la faccenda si complichi e sicuramente andrà per le lunghe.

Incontreremo i cari amici Fabiola e Dimitri e mi accompagnerà nel viaggio  il mio “fratellone” di avventure Gianfranco, già nostro ospite gradito a bordo questa estate con Claudia.

L’animo è tristissimo perchè rivedrò la mia “bambina” gravemente ferita…..ma devo farmi forza e sperare in un futuro migliore. Racconterò dopo il ritorno le vere senzasioni !

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Noi senza organizzare qualche “casino” non riusciamo a stare……prima ancora di vedere risolto l’incidente di Patchouli………stiamo già lanciandoci in una  nuova avventura !

Forse lo avrete capito, ma io senza una barca non riesco a stare !!!

Abbiamo già dato la caparra !!!! non voglio dire, per ora, di più, per scaramanzia, ma se andrà in porto l’operazione  credo che nascerà un GRAN  PATCHOULI 2° !!!!!!!!!!

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Nella mia ingenuità, che non ha avuto evidentemente una adeguata maturazione neppure con il passare degli anni, ho creduto che i patti tra uomini fossero certezze. Continuo a dimenticarmi il vero significato che stà dietro alla parola “uomo”.

Gli uomini non sono macchine per cui una affermazione, se non documentata da una macchina accessoria (vedi ad esempio un registratore), rimane spesso come una serie di suoni percepiti, ma non necessariamente applicati nel loro significato! E poi non dovremmo mai dimenticare la classificazione dell’uomo in:

UOMO – MEZZO UOMO – UOMINICCHIO – QUAQUARAQUA’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Bè, che è successo… è successo che tutta la meravigliosa partecipazione al nostro dolore, per l’evento accaduto e le assicurazioni che Patchouli sarebbe ritornata ad essere la meravigliosa barca dei nostri viaggi, nel momento in cui i propositi si sarebbero dovuti trasformare in azioni, (evidentemente costose !) ecco che tutti spariscono, compaiono nuovi soggetti “economici” che fanno proposte al ribasso, e addirittura tentano anche di esimersi dalle responsabilità oggettive di cui sono stati primi attori. Il Marina di Messolonghi appare una struttura senza copertura assicurativa, gestita unicamente da una finanziaria olandese che ha proposto non come, non dove e quando procedere alle riparazioni, ma, fregandosene di tutti i problemi correlati, ha offerto “una cifra… e arrangiati!!!” Peraltro si è completamente dimenticata di quanto abbiamo sofferto fisicamente e psicologicamente Paola ed io, non avanzando neppure una minima offerta di risarcimento…  Siamo vivi, ringraziare l’Altissimo!!

Allora cosa faccio, visto che la mia “estrema” prudenza mi ha fatto stipulare una ASSICURAZIONE ALL RISK con una primaria compagnia internazionale… mi rivolgo al mio assicuratore. All’inizio tante belle parole, ringraziamenti per la mia cortesia, comprensione per l’accaduto, PERIZIE FATTE DA LORO che confermano le mie previsioni… poi nel momento di “quagliare”… ci sono problemi, la situazione è complessa, dobbiamo rifare un’altra perizia con un esperto di AMEL, bisogna avere pazienza, ci terremo in contatto…………

Invio nome del perito di Amel, cortesemente comunicatomi da Paolo Salomoni (AMEL ITALIA), mi attivo per fare avere tutti i dati ”presumibilmente” necessari…………………… silenzio più totale.

SIAMO ORA NELLE MANI DEGLI AVVOCATI!!!!!

Non deve mancarci però la forza di proseguire, perché il nostro sogno non può e non deve finire qui!!!

Alla prossima puntata

Massimo e Paola

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SESTA PARTE

Settembre / 2010-11-09

Siamo al Marina di Messolonghi, di fronte a Patrasso. Ormeggiati in banchina in attesa che la barca venga alata per la stagione invernale. Il marina ha tre pontili collegati a terra e due pontili “frangiflutti” esterni. Non so bene a cosa possano servire perché lo specchio acqueo del grande porto di Messolonghi è riparatissimo e non può formarsi mare, al più una maretta per un fetch di circa 1 miglio . A terra per il momento non ci sono molte barche e le nazionalità sono delle più varie, con una certa prevalenza di tedeschi ed inglesi.

L’area di Messolonghi è inserita in una grande zona di bassi fondali dove, fino a pochi anni fa, erano in attività grandi saline e nella zona a est anche delle grandi peschiere. Il paesaggio è veramente molto bello con una fiorente campagna retrostante la piccola cittadina (sacra per i greci, perché da qui sono partiti i moti di liberazione guidati da Lord Byron) ed alte montagne che le fanno da corona. Nelle immediate vicinanze del paese vi è una parete praticamente a picco dove sono state attrezzate vie alpinistiche e di free climbing.

Il marina assolutamente è “primitivo”, nel senso che tutto è ancora in fase di allestimento, ma sembra in evoluzione abbastanza rapida.

Facciamo un contratto dal mese di Settembre al mese di Aprile ad una tariffa abbastanza conveniente.

Nello del Nirvana ci aveva dato il recapito telefonico di una famiglia greca che aveva conosciuto nel suo passaggio a Messolonghi all’inizio dell’estate e siccome con degli amici Italiani avremmo intenzione di aprire qualche attività, correlata alla nautica, in Grecia, ci mettiamo in contato con loro. Fabiola (Italiana di Vicenza), sposata con Dimitri, Architetto Greco, che ha studiato in Italia dove ha conosciuto Fabiola. Due persone squisite, cordiali e assai accoglienti. Organizzano per noi una escursione turistico tecnica lungo la costa settentrionale del canale di Patrasso.

Visitiamo Navpatkos, con il suo incredibile porticciolo medievale assai ben mantenuto (max 3 barche all’ancora con poppa sul molo esterno, di più proprio non ce ne stanno), passiamo per Galaxidi con il suo piccolo fiordo attrezzato, dove potrebbe esservi un futuro evolutivo per la nautica da diporto, l’isolotto di Trizonia, dove c’è il tipico porticciolo greco, finito, ma non gestito ed arriviamo fino ad Itea, a due passi dalle rovine di Delfi, dove esiste un porto di una discreta grandezza… naturalmente non gestito!

La costa poi è costellata di piccole insenature e isolotti con numerosi luoghi ridossati, proprio una bella costa!!

Dimitri una mattina ci porta anche a fare un giro verso le peschiere dove, nel periodo giusto, si catturano grandi quantità di anguille e tutto l’anno pesce, con un sistema molto simile a quello delle tonnare (in piccolo) dove i pesci spinti dalle maree entrano e non possono più uscire. È attiva anche la produzione di Bottarga di Muggine con un sistema tutto “locale”, diverso da quello in uso in Italia. Bottarga veramente ottima!!

Siamo arrivati al 6 settembre, Patchouli viene messa a terra nel primo pomeriggio e noi avevamo già quasi preparato tutto per la partenza verso l’Italia prevista per il pomeriggio del 7 settembre.

Non mi piace il sistema adottato nel marina per posizionare le barche sull’invaso, in quanto i sostegni laterali, fissati ad una base rettangolare di acciaio, sono divergenti e quindi devono sopportare grande peso che ovviamente non deve essere caricato tutto sull’appoggio della chiglia a terra. I supporti sono poi tenuti con delle catene che vengono messe in tensione con degli arridatoi il cui uncino terminale però non entra perfettamente negli anelli delle catene.

Riferisco i miei dubbi al responsabile del Marina (Un greco che è anche un Ingegnere… civile) che mi risponde “ Dont’ worry!!”.

Fabiola e Dimitri verso le 16,00 vengono a prendere una birra in barca; si fanno quattro chiacchiere, progetti per il futuro e ci salutiamo dandoci un arrivederci a presto.

Sistemiamo le ultime cose nelle borse da viaggio. Paola si sdraia in dinette a leggere un libro ed io mi faccio una bella doccia!!

Ore 18,15 un RUMORE ASSORDANTE, LA BARCA SBANDA, TUTTO VOLA PER ARIA, PAOLA VIENA SBATTUTA SULL’ALTRA MURATA, IO VENGO SCAGLIATO FUORI DAL BAGNO NELL’ARMAIO DI FRONTE… E LA BARCA BATTE VIOLENTEMENTE A TERRA SULLA SUA FIANCATA DESTRA.

Un silenzio irreale di circa 10 secondi poi realizzo il dramma!!!!

Una barca alata dopo di noi è stata posata su supporti de legno “fresco” che hanno ceduto; i ganci degli arridatoi si sono raddrizzati per il peso ed i supporto laterali “a culla” si sono aperti, facendo innescare un effetto “domino”, che ha abbattuto 3 barche; la terza era Patchouli, che non avendo nessuna barca sulla sua destra, è crollata direttamente al suolo.

DANNI “ENORMI” a Patchouli… Paola con 3 coste incrinate un grave trauma cervicale contusioni dappertutto, io una mano gonfia (frattura del IV metacarpo) un dito lussato e traumi contusivi un po’ dovunque (tutte le diagnosi fatte in Italia perché nel PS greco c’è stata solo una rapida guardata, lastre senza radiologo e dimissioni senza referto!!).

Uno si aspetta che il personale del marina si fosse precipitato a dare una mano… illusione, sono scappati tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Turisti Tedeschi e Francesi ci hanno aiutato ad uscire dalla barca e per essere portati in PS abbiamo dovuto chiamare i nostri amici greci che, dimostrando una sensibilità incredibile, ci hanno accudito e persino ospitato per la notte a casa loro. Naturalmente dal Marina non c’è stata alcuna proposta per una nostra sistemazione notturna.

Questo diario viene scritto oggi a mente fredda, ma cuore ancora dilaniato dall’evento. Il responsabile del marina (un Olandese) ci ha offerto di riparare la barca con una cifra (a detta di altri esperti e del perito della mia assicurazione) che a mala pena può essere sufficiente per i danni interni, tenendo conto che i danni sono stati gravi e strutturali… e poi per colmare il bicchiere ha sostenuto che PAOLA ED IO NON CI ERAVAMO FATTI PRATICAMENE NULLA, QUINDI NESSUN INDENNIZZO!!!!!

Ovviamente ora siamo per via legale ma… i nostri sogni, le nostre avventure con Patchouli, le nostre aspettative di una vita libera sul mare come abbiamo sognato per anni… SVANITI!!!!!!!!!

TUTTO DA RIFARE!!!!

Massimo e Paola

Questo diario viene scritto oggi a mente fredd,a ma cuore ancora dilaniato dall’evento. Il
responsabile del marina ( un Olandese) ci ha offerto di riparare la barca con una cifra( a detta di
altri esperti e del perito della mia assicurazione) che amala pena può essere sufficiente per i danni
interni, tenendo conto che i danno sono stati gravi e strutturali…….e poi per colmare il bicchiere
ha sostenuto che PAOLA ED IO NON CI ERAVAMO FATTI PRATICAMENE NULLA, QUINDI NESSUN
INDENNIZZO!!!!!

Ovviamente ora siamo per via legale ma ………. i nostri sogni, le nostre avventure con Patchouli,
le nostre aspettative di una vita libera sul mare come abbiamo sognato per anni……SVANITI!!!!!!!!!

TUTTO DA RIFARE !!!!!!

Massimo e Paola

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QUINTA PARTE

Agosto 2010

Siamo al 5 di Agosto; nel pomeriggio un disastro! salta (per motivi ancora da determinare) il tubo di mandata della pompa autoclave dell’acqua dolce e poiché mi ero ben caricato (1000 l) la magnifica pompetta pensa bene di riempire la barca di acqua…! tutte le sentine allagate e la sala macchine allagata a metà!!!! Con sassuola e spugnona mi sollazzo a sgottare la bellezza di circa 600 litri di acqua, tanta ne era uscita prima che mi accorgessi del problema!!!!

A tarda sera arrivano Claudia e Gianfranco, nostri carissimi amici di Albenga che si fermeranno con noi fino al 24 di Agosto.

Attorno ad un piatto di spaghetti al tonno, ci facciamo un programma per la crociera che inevitabilmente ci riporterà a Corfù alla fine di Agosto. Il programma ricalca quello fatto con mia figlia con un po’ più di agio, essendo il periodo un po’ più lungo.

Nei giorni successivi il tempo rimane assai stabile, tipicamente estivo, forse caratterizzato da una certa latitanza del vento, ma tale situazione è assai gradita ai nostri ospiti che per la prima volta fanno vacanza su di una barca a vela. Erano abituati ai ferri da stiro!

Ma non proprio sempre è stata “festa”; il 18 cominciamo a riportarci verso NE, decidiamo di fare una navigazione notturna (per fare provare il brivido del buio in mare a Claudia e Gian).

Alle 21,00, in una serata senza luna, passiamo il ponte di Lefkas ed appena usciti dal ridosso della spiaggia, ci accolgono delle belle onde da NW con relativo venticello sui 15 Kn. Porto la rotta un poco più a NE per mettermi il mare al mascone largo e ben invelati navighiamo verso (più o meno) verso Paxos , circa 6 kn di velocità. Certo la navigazione non è agevolissima e la barca è sbandata di circa 18 °. Claudia è decisamente tesa, Gian fa finta di niente, ma non mi sembra del solito umore!!!! Dopo due ore di frullino… li mando sotto coperta! Sdraiati nelle cuccette sui divani del quadrato… mezzora dopo se la dormivano alla grande! Paola ed io siamo stati fuori e Nettuno ed Eolo dopo poco, erano circa le 2 di notte, hanno deciso che l’esperienza era stata fatta. Arriviamo alle 4,30 in rada a sud di Porto Gaios e diamo l’ancora! Qui il fondale non è gran che, l’ancora fatica assai a prendere, ma siccome eravamo in piatta totale, trasformo in ancora un mucchio di catena data praticamente a picco (80 m) e siamo fermi. Ci facciamo un pisolo in pozzetto dormicchiando e guardano molte stelle cadenti!

Alle 8,30 i coniugi si svegliano e, come per le punturine pic- indolor, i nostri ospiti dicono… “Già fatto”!!!

Bene vuol dire che il trauma non è stato gran che! Proseguiamo nei giorni successivi lungo la costa dell’Epiro, fermandoci qualche giorno anche alle isole Sivota dove facciamo parecchie gite alla ricerca di posticini un po’ solitari e dalla sera di ristorantini.

Incontriamo anche una barca proveniente dal porto di Loano (Euplea, uno Janneau 50) che il suo proprietario sta trasferendo in adriatico. E’ lui che ci ha individuati, vedendo la pubblicità del Marina di Loano sulle fiancate di Patchouli e avvicinandosi per curiosità.

Il 24 siamo di nuovo in porto a Gouvia e nel pomeriggio ci lasciano Gianfranco e Claudia, apparentemente molto soddisfatti dell’esperienza!

Il 25 si salpa per il ridosso di Mongonisi a sud di Paxos; pieno zeppo di barche,per quanto ne potesse ospitare. E’ la prima volta che troviamo un posto “pieno” da quando siamo in Grecia!

Decidiamo di proseguire e verso le 21,00 arriviamo al Marina di Porto Vathi (Meganisi). L’amico Kirill, avvisato telefonicamente, ci ha tenuto il posto. Il porticciolo da come era questa primavera, si è trasformato in un vero porto turistico, dove si ormeggiano mega-yacht a motore, ma anche bellissime barche a vela. Proprio al nostro fianco (…e noi sembriamo una scialuppa) c’è un Wally da 100 piedi!!!! Nella zona verso il paese è poi invaso da enormi gommoni, quasi tutti italiani.

Ovviamente ora si paga ma, per l’aiuto dato nel nostro precedente passaggio, veniamo scontati assai (30,00 € per notte)!!

Ci chiama l’altra nostra figlia Laura, comunicandoci la sua definitiva sistemazione lavorativa a partire dal primo settembre. Questo ci fa molto piacere, ma a lei sorge un problema perché Giacomo, il nostro nipotino ”grande”, comincia la scuola ed ora va di moda ”l’inserimento”, che necessita della presenza genitoriale per 15 giorni!!!! Bè, per farla breve ci ha chiesto aiuto, Paola ha ceduto, io mi sono adattato, per cui il nostro girovagare, che avrebbe dovuto protrarsi fino alla fine di Ottobre, finirà il 6 Settembre al Marina di Messolonghi da cui partiremo per l’Italia.

Un po’ malinconicamente, fermandoci un po’ qua, un po’ là scendiamo verso il golfo di Patrasso. Ed arriviamo al Marina di Messolonghi il 31 Agosto.

Fine mese di Agosto

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QUARTA PARTE

Luglio 2010-11-02

Siamo al 2 di Luglio, dopo un bella veleggiata con vento al traverso arriviamo al porticciolo di Mourtos/Sivota, sulla costa dell’Epiro. Ormeggiamo all’ancora nel porticciolo nuovo che è dotato di tutti i servizi (colonnine per acqua e corrente)… “ma che non funzionano“; qui conosciamo Vassilis, riferimento fondamentale del luogo. Lui risolve tutti i problemi (parla 5 lingue!). Le isole Sivota sono veramente belle, con ridossi, spiaggette e grotte che visitiamo con il tender. Alla sera colti da voglia di pizza andiamo in una pizzeria che si spaccia per italiana; la pizza è buona e ci mettono, su richiesta, mozzarella di bufala, ma il prezzo è il doppio che in Italia… 13,00 euro una Margherita!! Neppure a Posillipo!!

Nella risalita ci fermiamo nuovamente a Platarias, questa volta con banchina asciutta e Frau Parizia, organizzatrice e “gestore” degli ormeggi, ci “taglieggia” chiedendoci ben 3,00 € al giorno per l’energia elettrica!!! E’ anche momento di bucato e Patrizia ci dà il telefono di Frau Gaby che viene in porto a prendere i capi da lavare e ce li riporta il giorno dopo profumati di campagna!… con una sorpresina. In uno dei sacchi c’era uno scorpione!! Erano stati asciugati sicuramente su di un prato!

Nella notte tra l’8 ed il 9, una bella sventolata da NE incasina le barche in porto; alcune con poca catena spedano l’ancora e si ammucchiano con altre, qualcuno cerca di uscire e ci riesce, altri durante la manovra si traversano in porto… noi per fortuna (50 m di catena ben cazzata!) resistiamo, anche con l’aiuto di uno spring dato sopravvento di traverso ad un moroscafo alla nostra sinistra. Io alle 2,00 me ne vado a dormire, ma Paola non è tranquilla e rimane in coperta fino alle 5,00 quando la buriana smette!

Siamo al 9 di Luglio ed arriviamo nel Marina di Gouvia (Corfù) per ricevere i nostri graditissimi ospiti. L’estate è ormai arrivata… finalmente… e speriamo che i ragazzi possano godere del vero clima della Grecia Jonica.

Ormeggiata di prua, alla nostra sinistra, c’ è una bellissima barca in legno, d’epoca, condotta da Ulisse con la consorte Anita, due veneziani non più giovani (89 e 86 anni), ma dallo spirito giovanissimo che, aiutati da due amici un po’ più giovani di loro, provenivano da Venezia e si erano fatti tutto l’adriatico in due tappe, beccandosi anche un bel mare. Facciamo amicizia e ci scambiamo piccoli regali.

Alle 22,00 vado all’aeroporto di Corfù a prendere gli ospiti. Sorpresina, il piccolo Giorgio ha 39°C di febbre!! Speriamo che non sorgano problemi!

Siamo all’11 Luglio e con tutti a nanna, Paola ed io salpiamo alla volta di Paxos. Niente vento, mare oleoso con il motore a 1800 rpm facciamo quasi 8 kn di velocità! La settimana scorsa avevo regolato l’elica J-Prop caricandola un po’, il motore non fuma e la velocità è decisamente aumentata. Verso le 9,30 tutti si svegliano; megacolazione in pozzetto. I piccoli sembrano marinai di grande esperienza e solo Simona è terrorizzata dai loro movimenti. Giogiò (Giorgio) ha ancora la febbre, ma non lo dimostra. Prima di mezzogiorno entriamo a Lakka dove Paola aiutata da Pietrolino cala l’ancora in rada senza problemi e (salvo Giogiò) tutti a bagno! Nel pomeriggio quattro passi nel borgo.

Il giorno successivo facciamo la traversata verso Lefkas, quasi tutta a motore salvo le ultime 10 mg, quando si alza un buon NW di 15 kn che ci permette di veleggiare. Bimbi Ok durante la navigazione, solo Giorgio verso la fine soffre un poco sia il mare che la febbbre. Con Massimiliano e Simona programmiamo in linea di massima i luoghi da visitare nei successivi 15 giorni.

Toccheremo Lefkada, Skorpios, Ormos Varko, Meganisi nelle varie rade e porticcioli, andremo a Sivota, alle isole di Kalamos e Kastos e ritornando verso Corfù faremo una sosta di due o tre giorni a Mourtos/Sivota, dove i bimbi potranno sfogarsi sulle spiaggette ed a girare con il tender.

Il tempo è stato bellissimo per tutto il periodo e Giorgio dopo tre giorni per fortuna si è sfebbrato e ha potuto fare tanti bagni. I piccoli si tuffavano dalla plancetta di poppa in acqua alta senza paura; Pietro ha affinato le sue capacità “natatorie” e Giogiò ha imparato a galleggiare! Massimiliano si è divertito a fare snorkeling ed a tentare di pescate (senza successo come il comendante!) e Simona dopo qualche giorno si è tranquillizzata. Pietro è poi diventato insieme a Paola, l’addetto agli ancoraggi!

Purtroppo la vacanza per loro finisce ed il giorno 24 Luglio siamo nuovamente a Gouvia, da dove con Easy Jet, la Famiglia Gattuso rientra a Loano.

La barca sembra “deserta” ed in fondo dopo la partenza Paola ed io sentiamo un certo “vuoto”… ma va bene anche così. Patchouli richiede un a pulizia a fondo ed il 25 luglio è tutto dedicato alla barca!

Salpiamo poi per Lakka dove ci troviamo particolarmente bene e stiamo in rada 3 giorni. Abbiamo un’ altro appuntamento con degli amici di Albenga che arriveranno il 5 Agosto. Inutile riportarsi a Sud. Decidiamo di andare a Platarias dove abbiamo degli amici e dove ci troviamo bene.

Il 5 Agosto ritorniamo a Gouvia per ricevere Gianfranco e Claudia.

Fine mese di Luglio

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TERZA PARTE

Giugno 2010-11-01

Non ci sembra vero ma quest’anno la calda e calma primavera greca si fà attendere ed il meteo si mette ancora al brutto, salpiamo il 1° giugno da Porto Spilia e ci riportiamo nel nostro rifugio preferito a Vliho. Ci facciamo “lavare” bene per 2 giorni, poi finalmente il 3 il tempo migliora e andiamo alla fonda nella rada di ABELIKE ad E di Meganisi. Il luogo è idilliaco; un fiordo che si infila nell’isola per circa 1.5 mg, circondato da boschi di ulivi, con sullo sfondo ad E, le alte montagne della costa dell’Epiro. Siccome il meteo ci ha dato solo un giorno di buono, decidiamo di provare la rada di PORTO VATHI a 3 miglia da AbeliKe. Il cielo è carico di nuvoloni nerissimi e minaccios, ma siamo in calma di vento. Alle 11,30 ormeggiamo su corpo morto. Poiché il porticciolo è ancora in allestimento ed i servizi, a parte acqua e luce non sono ancora attivi, non si paga nulla! Facciamo anche amicizia con Kirill, un giovane di origini cretesi che per il momento gestisce l’organizzazione del porticciolo… e già che ci siamo e gli diamo una mano per i corpi morti e gli ormeggi. Poco dopo il nostro arrivo tuoni, fulmini e acqua a catinelle; il tutto dura circa 3 ore, poi il cielo si apre in uno splendente blu con arcobaleno annesso! Decido di darmi una rasata ai capelli e, dopo varie indagini, trovo un vecchio parrucchiere (il mitico Jannis) che, in un carugetto, dietro il borgo, seduto su di una malferma sedia di plastica, con uno specchietto tutto opaco in mano, raccontandomi dei soldati italiani della 2° guerra mondiale (… mangiavano maccheroni e suonavano il mandolino…) e del suo lungo periodo di lavoro in Australia, mi ha rasato a ZERO!!!… Forte!!

Alla sera andiamo a cena da “ERRICO” dove mangiamo un fantastico “stufato”.

Il giorno 8 Giugno salpiamo per Cefalonia, destinazione FISKARDO (la Portofino della Grecia Jonica!). Arriviamo in tarda mattinata e troviamo già molte barche ormeggiate. Fuori dalla rada c’è una nave da crociera che sta sbarcando centinaia di turisti a terra con le sue scialuppe rosse.

Eseguiamo un ormeggio da manuale (ormai Paola è assolutamente efficiente nel calare l’ ancora ed al momento giusto portarsi a poppa per completare l’ormeggio!) che però non soddisfa un ristoratore locale che ci vuole cacciare perché a suo dire disturbiamo lo sbarco dei turisti (cosa assolutamente non vera!). Chiama persino la locale Guardia Costiera che con sorrisetto ci consiglia di spostarci di qualche metro e si ferma a dare una mano per il successivo ormeggio… na’ palla!!!!

Naturalmente per il secondo ormeggio si era levato un venticello al traverso che complica la manovra e dò una toccatina con la plancetta di poppa… nulla di grave.

Nonostante la confusione bisogna riconoscere che Fiskardo è veramente un borgo caratteristico, ben tenuto e pulito. Troviamo anche senza alcuna difficoltà un WIFI free.

Il giorno successivo navighiamo verso S nel canale tra Itaca e Cefalonia; sulla costa di Itaca non vi sono ridossi significativi, mentre su quella di Cefalonia sono numerosi anche se molto piccoli, da non più di 2 o 3 barche. Troviamo posto in un ridosso segnato come, KATO LIMENE, sulle carte; ancoriamo in acqua caraibica con caprette che pascolano sulla spiaggetta di ciottoli in fondo alla rada. Sembra che il tempo si stia sistemando ed il giorno successivo ci trasferiamo a S nel porticciolo di AY EUFEMIA (25,00 € a notte). Il porticciolo è riparato, anche se dalle montagne intorno arrivano delle raffiche al traverso. Prevedendo ciò ho provveduto a dare un bel po’ di catena sopravvento e Patchouli è praticamente immobile. Siamo nei luoghi dove è stato girato il film “Il mandolino del Capitano Corelli” con Nicolas Cage, sulla strage dei soldati italiani a Cefalonia e molti bar e ristoranti portano insegne che si rifanno al film. La zona è anche famosa per le grotte di Melissani, dove vale assolutamente la pena fare una visita (si raccomanda di andarci tra mezzogiorno e le 14!). Con lo scooter, affittato da un simpatico inglese in paese, ci facciamo anche un bel giro all’interno di Cefalonia, visitando il monumento ai nostri caduti e percorrendo la stara sulla costa occidentale, da dove si godono panorami mozzafiato, con spiagge bianchissime, ma, sotto il profilo nautico, senza ridossi.

Venerdì 11 Giugno scapoliamo la punta sud di Itaca, passiando per l’isolotto di PERA PIGADI, dove l’acqua è cristallina ed il fondale di più di 4 m sembra a portata di mano. Ci dirigiamo poi a nord verso la rada di Porto Vathi, la capitale di Itaca, patria discussa di Ulisse. Gli indigeni, sostenuti da vaie consulenze archeologiche si disputano la patria dell’eroe omerico tra Cefalonia, Lefkas ed Itaca. Purtroppo non ci sono rovine significative per individuare i vecchi insediamenti o il palazzo reale e la diatriba è ancora aperta! Per rimanere fuori dalla confusione e per ripararci dalle sventolate che scendono dalla montagna, ci ormeggiamo sulla breve banchina situata a NE della rada. Non c’è acqua, nè corrente, ma vi sono due bei ristorantini e spiaggette solitarie con acque limpide. Si va a cena nel ristorantino a circa 50 m dalla poppa di Patchouli. Mangiamo ottimo pesce ad un prezzo onesto.

E’ il 12 Giugno e decidiamo di visitare una zona ad E di Lefkas sulla costa dell’Epiro, subito ad E della punta di Vathi Vale, ORMOS PALAMOS. Una bellissima spiaggia di piccoli ciottoli ocra alle spalle della quale vi è un grande campo di grano appena tagliato. Qualche roccia rossastra sparsa, un enorme platano proprio sulla riva, sotto cui un piccolo gregge di caprette si riposa. Da terra proviene una brezza tesa che ci rinfresca. Un posto veramente stupendo, un acqua bianchissima con delle macchie scure dovute a ciuffi di Poseidonia. Vi sono già alcune barche alla fonda, ma noi riusciamo a trovare un buon ancoraggio.

La bellezza del posto e la nostra tranquillità vengono distrutte dal ritrovamento in coperta di caccoline di topo… DRAMMA!!… abbiamo un clandestino a bordo, verosimilmente salito ad Itaca quando noi eravamo al ristorante.

Decidiamo di tornare a Lefkas il giorno dopo, per procurarci delle trappole. Domenica 13 siamo alla banchina comunale di Lefkas; mi precipito dalla CONTRACT YACHT SERVICE, un Ship Chandler fornitissimo (Inglesi tanto per cambiare!) e compero 2 trappole. Comincia una guerra senza esclusione di colpi (anche inseguimenti con la scopa!!), ma il topo non si fa beccare!

Il 15 è il compleanno di Paola, ma è un compleanno di guerra!! Proviamo anche le trappole con la colla ed esca ma il maledetto riesce sempre a cavarsela. Il 16, durante uno dei nostri giri in bici in paese, alla ricerca di un po’ di relax dal topo, troviamo un vecchio negozietto di ferramente, dove ci consigliano una trappola a gabbietta con porta a scatto… la prendiamo.

Nella notte con un fragore di ferraglia, il clandestino cade finalmente in trappola. Ci ha tenuto in scacco per ben 5 giorni e la nostra felicità è alle stelle! Processo sommario e condanna a morte senza appello!

Già che eravamo qui, le mie preoccupazioni sulle batterie hanno un epilogo… le cambio. Sei nuove VARTA da 105 A. Una bella bottarella di 1000,00 €, ma ora siamo tranquilli.

Il giorno 18 decidiamo di risalire a nord, verso il golfo di Amvrakikos. Ci fermiamo una notte a Preveza con ormeggio alla banchina del paese all’inglese. Il luogo non mi ha entusiasmato particolarmente ed anche Paola ha la mia stessa sensazione. Di fronte ci sono tre grossi rimessaggi (Aktio, Preveza e Cleopatra) con a terra ancora centinaia di barche. Il porticciolo “turistico” del paese è colonizzato da barche stanziali e da due piccole compagnie di charter; non ci si trova mai un buco. Ci spostiamo con grande soddisfazione a VONITZA dominato da un bellissimo e ben tenuto castello veneziano; non andiamo nel porticciolo, ma ci mettiamo alla fonda nella rada a NE dell’isolotto pieno di pini collegato a terra da un ponte ad archi. Uno spettacolo! La primavera che ormai sembrava arrivata, viene attaccata da un fronte perturbato che il giorno 21 e 22 ci martella con nuvolacce e qualche temporale; poichè la situazione tende a peggiorare e non sono tranquillissimo, ci riportiamo il giorno dopo nella rada dove io mi sento più sicuro, a Vliho.

Tanto per prenderci in giro le previsioni questa volta hanno “ciccato” alla grande e, invece de brutto tempo, sembra arrivata l’estate! Sole splendente, calma di vento e caldo???!!???

Il 26 ritorniamo nella rada a E di Lefkas ,da noi ribattezzata “la rada del topo”, per la scoperta del clandestino. Volevamo rigodercela con più calma. Ora è tutta un’altra cosa, bagni , nuotate snorkeling e passeggiate sulla riva. Notte stellata “spaziale”!!

Il giorno 28 ci trasferiamo verso la verdissima isola di Kalamos a Porto Kalamos; navigazione tutta a vela, soft, 4 kn di velocità, venticello al lasco. Passiamo presso la cittadina di Miticas (costa Epiro), che sembra gettarsi in mare su di una sottile e bassa penisola. All’ingresso di Porto Kalamos c’è il mitico GEORGE, che organizza gli ormeggi all’ancora ed invita i diportisti ad usufruire del suo ristorante. Ci siamo trovati bene ed abbiamo cenato romanticamente a lume di candela sulla spiaggetta che si trova proprio sotto al ristorante!

Abbiamo anche passeggiato per il paese abbarbicato sul pendio della montagna e abbiamo scoperto una bellissima spiaggia di ciottoli bianchi, sotto ad un vecchio mulino. Un’acqua incredibile.

Il giorno successivo ci trasferiamo in rada a PORTO LEONE, un bellissimo ridosso a sud di Kalamos, con un villaggio abbandonato. Luogo eccezionalmente tranquillo.

Guardando il calendario pensiamo che ormai dobbiamo a programmare il ritorno a Nord, verso Corfù, dove sabato 10 Luglio arriverà nostra figlia Simona con il marito Massimiliano ed i nostri nipotini Pietro di 4 anni e Giorgio di 2.

Il 30 Giugno nel canale di Lefkas incontriamo un altro Maramu (Aprè Midì) con cui avevamo avuto contatti via e-mail e che sono diretti verso il Peloponneso. Un piacevolissimo incontro.

Fine del mese di Giugno

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